fbpx

La “Roller Gold Cup” – 2° episodio

Api e vespe, non sono mai andate d’accordo fra di loro.

Non si possono proprio sopportare.

C’è chi dice, che ciò, sia dovuto al fatto che le vespe sostanzialmente siano gelose della straordinaria capacità delle api di produrre il miele.

Abilità che loro non hanno.

E dire che ci hanno provato!

Oh sì, che hanno tentato! E per un attimo ci stavano anche quasi per credere. Pensavano di esserci riuscite. Pensavano di essere riuscite anche loro a produrre quel delizioso miele dorato, per poi rendersi amaramente conto di aver fallito miseramente.

Molti pensano che api e vespe siano simili. Alcuni le confondono tra di loro. In realtà vi posso assicurare che non è per nessuna ragione al mondo così.

Si somigliano, forse, un pochino nell’aspetto… le ali, il pungiglione, i colori. Ma per quanto riguarda il carattere, tra le due specie, c’è un enorme e profondo abisso.

Non c’è nulla da fare!

Le api sono dolci, sempre allegre, educate. Non smettono mai di scambiarsi cortesie e gentilezze fra loro all’interno del villaggio di cera. Rispondono sempre ai “Buongiorno” e ai “Buonasera”.

E quando vedono una di loro, che magari per qualche grattacapo, è un po’ giù, la consolano regalandogli un bel fiore profumato e qualche bella parola.

Non c’è nulla da fare, le api sono creaturine dolci… dolci come il miele.

Mica come quelle vespe, sempre scontrose e antipatiche! Si credono chi sa chi nel mondo degli insetti! Prendono in giro i bruchi e i millepiedi, per non parlare poi delle coccinelle… adorano prendere in giro le coccinelle.

Si vantano in continuazione delle loro lunghe ali e antenne e parlano tutto il giorno male alle spalle delle dolci e laboriose api.

Che razza di maleducate! Si credono superiori a loro, anche se in realtà, come tutti e anche voi (voglio sperare) sapete, un’ape vale otto vespe. È la natura amici miei. La natura.

E una vera e propria forza della natura, è la signorina Thea.

La signorina Thea fu l’unica ape a vincere un campionato mondiale degli insetti di pattinaggio.

Quando indossava i pattini, nulla più la poteva fermare. Sembrava volasse. Sì effettivamente poteva volare… ha le ali… è un ape…

Solo che sembrava volasse senza usare le ali! Era come se legato a quei pattini non ci fossero solo le sue zampe e il suo corpo, ma il suo spirito. La sua anima. Semplicemente fantastica.

Persino le vespe, non riuscirono a resisterle, davanti a quello spettacolo, non poterono fare altro che ammettere la loro inferiorità.

Ecco perché, una volta che Thea lasciò le gare, la vollero a tutti i costi come allenatore della loro scuola di pattinaggio.

Sotto la guida di Thea, Georgiana, la vespa, vinse un titolo del mondo degli insetti, la prestigiosa “Roller Gold Cup”.

Per Thea, fu un’altra occasione per confermare la superiorità delle api.

Fino all’arrivo di Bozo, il calabrone, alla scuole delle vespe.

Bozo, il calabrone, è un grosso calabrone nero. Gli occhi sempre sgranati e uno strano tic… ogni dieci secondi esatti, si tira una sberla da solo. E guai se ritarda di un secondo.

Una conversazione con Bozo, è più o meno così : “Ciao Bozo. Come stai?” “Oh ciao! Benissimo, grazie, come sei gentile a chiedermelo… – sberla! – …fatti gli affari tuoi!!! Non voglio parlare con te!! Lasciami stare!!! Ti trovo bene sai! Sono felice di averti rivisto!” – sberla! -.

È evidente che questo calabrone non abbia proprio tutte le rotelle al suo posto.

Fatto sta che Thea non poteva sopportare quel calabrone così scontroso e decise quindi di lasciare la scuola delle vespe, così che Bozo ne divenne il nuovo allenatore.

Thea però non abbandonò la sua grande passione e così che decise di fondare una scuola tutta sua, per giovani api pattinatrici: l’accademia.

Ed è proprio qui che inizia la nostra storia, proprio durante uno dei tanti allenamenti…

…c’è chi prova a fare un salto e chi una trottola.

Thea! Signorina Thea, guarda faccio un flic!” “Si dice Flip Eriberta e comunque è meglio se stai tranquilla con le tue compagne, quando sarai pronta vedrai che sarò la prima a chiederti di farmi vedere quanto sei brava!”.

La lezione è ormai terminata. Le piccole api salutano la bella Thea e volano allegre da mamma e papà ape.

Ma non se ne sono andate via proprio tutte. Una piccola ape è rimasta. È ancora sulla pista. La riconoscete? Esatto l’avete già conosciuta, è quella scatenata di Acca!

Thea senza farsi vedere la osserva a bocca aperta. Erano anni che non vedeva nulla di simile.

Quella piccola ape, tanto carina quanto maldestra, su quei pattini sembra trasformarsi completamente.

Volteggia rapida e decisa. Trottole con tre giri, quattro, cinque! E Thea non può fare a meno di battere le mani… scusate! Le zampe.

Ed ecco che a sentire quel suono, la piccola Acca perde l’equilibrio e cade col sedere per terra “Ahi! Che male! Signorina Thea, non l’avevo proprio vista!

Thea le si avvicina “Ma come fai? Dove hai imparato a fare quei salti? Un Axel! Chi ti ha insegnato?”.

Acca si rimette in piedi e si guarda intorno vaga “Beh… tu… frequento la tua accademia…”.

Thea le sorride, “Ma io non vi ho ancora insegnato nulla del genere, siete ancora piccole! Io stessa ho impiegato tantissimi anni per riuscire a fare quello che hai fatto!”.

Acca si gratta la testolina, sembra stia cercando una scusa, una bugia… ma alla fine sceglie per la verità, “Ecco signorina… la scorsa sera, mi sono intrufolata di nascosto dentro l’accademia”.

Thea la guarda severa “Cosa hai fatto!?

Dovevo!” si giustifica Acca, “Avevo dimenticato i miei razzetti esplosivi nel mio armadietto…

Hai portato RAZZETTI ESPLOSIVI NELLA MIA ACCADEMIA!!??” la rimprovera Thea sbalordita.

Sì… cioè no… voglio dire… forse… Comunque non è questo il discorso” ribatte Acca mentre gli sudano le zampette.

Mentre me ne andavo ti ho vista. Eri tu signorina Thea, pattinavi come una vera fata! Sì, sembravi una fata! Hai fatto quei bellissimi salti e così ti ho voluta imitare”.

Thea è senza parole. È vero, la sera scorsa si era fermata in accademia per rilassarsi un po’, per pattinare.

Non ha parole… “Ti è bastato vedermi una sola volta per imparare i miei salti Acca?

L’apina si guarda le punte dei pattini e fa sì con la testa. Piano piano alza lo sguardo. Thea le sorride raggiante e le da’ un forte abbraccio.

“Da oggi ti allenerai per la “Roller Gold Cup”. Finalmente ti ho trovata”.

Perché? Mi cercavi? Non potevi venire a bussare alla porta? Lo sai dove abito, signorina Thea!”.

Thea ride divertita “La Roller Gold Cup ci aspetta”.